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Una conversazione con Paul de Thouars…

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di: Richard Killick

Nel 1989 un mio compagno d’allenamento andò negli Stati Uniti per studiare Arti Marziali, e quando tornò da questo viaggio, parlava ininterrottamente di un sistema chiamato Silat Bukti Negara, che lui ebbe modo di praticare per un pò con il Maestro che lo ideò, Paul de Thouars.

Qualche tempo dopo ebbi il piacere di assistere ad uno Stage con lo stesso Uncle Paul, che guardavo come chiudesse, allievo dopo allievo, proiettandolo poi a terra con il minimo sforzo. L’Arte era veramente sconcertante e spaventosa in efficienza allo stesso tempo. Sono riuscito ad allenarmi per qualche anno nel Bukti Negara prima che un cambiamento di lavoro significò per me un trasferimento di città. In seguito divenni un allenatore di MMA, ma sperando sempre un giorno di continuare i miei studi di Silat, magari avendo ancora la possibilità di allenarmi con Uncle Paul. Quest’anno, grazie ad alcuni studenti di Uncle Paul, chiesi a lui stesso se potessi fargli alcune domande sulla sua vita di studio e la sua Arte.

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MAI: Quando hai iniziato il tuo allenamento e per quanto tempo hai studiato la tua Arte?

PDT: Ho iniziato nel 1948 sotto il mio zio Ernest (ventje) de Vries, in quel momento non capivo niente. La comprensione dell’Arte venne molto più tardi quando mi cominciai ad allenare con lo zio John de Vries. Egli mi diede dieci chiavi per comprendere l’Arte.

MAI: Com’era progettato il Serak/Bukti Negara nella sua forma più pura di combattimento e come il Bukti Negara ne venne fuori?

PDT: il Serak originale per combattimento non veniva mai mostrato in maniera aperta, io stesso feci una promessa a mio zio John per custodire l’Arte e per insegnarla solo a parenti e amici stretti.

Lottai con me stesso e con la promessa, volevo poterlo insegnare, quindi creai il Bukti Negara utilizzando i componenti presi dal Serak. In questo modo ho potuto insegnare in maniera più aperta.

MAI: Come e che cosa allenava quando hai iniziato la pratica del Serak, e dove (in soffitta se ho capito bene)?

PDT: Quando iniziai con mio zio Uncle Ventje nel 1948 eravamo a Bangkok (Thailandia) fu solo per alcuni mesi perché eravamo prigionieri in un campo di guerra. Da lì siamo andati in Nuova Guinea, intorno al 1950 e nel 1955 andammo in Olanda dove ricominciai la mia formazione ma con mio zio Uncle John e sì, era sulla sua soffitta. In Indonesia mi ero già allenato un po’ con lo zio Uncle John in Palembang.

MAI: Com’era il tuo allenamento, hai avuto bisogno di tempo per apprendere i Jurus (le 18 forme brevi superiori) prima e quindi poi le applicazioni?

PDT: Gli allenamenti iniziavano sempre con i drills, la maggior parte gli esercizi dei colpi (Pukul), camminando in linea retta e colpire più e più volte. Kuda-Kuda, intrappolamenti con le mani, intrappolamenti con i piedi, contro tecniche e contro-contro tecniche. Dopo il Jurus, mostratomi un po di volte, mio zio mi mostrava le applicazioni tratte dal Jurus.

Quando ricevetti i 18 Jurus, mio zio Uncle John iniziò distrarmi per vedere se davvero potessi eseguire il Jurus senza pensare, mi lasciava eseguire il Jurus e iniziava a parlare di altre cose così poteva vedere dove sbagliavo e quando lo facevo mi era necessario per ricominciare tutto daccapo.

MAI: L’allenamento era duro ed era compreso qualche tipo di rafforzamento del corpo?

PDT: La formazione fu dura, ma credo che erano altri tempi, oggi è tutto diverso, il vecchio modo di praticare l’Arte è solo per pochi, e per coloro che realmente vogliono imparare.

MAI: Avete storie degli allenamenti su Uncle John o Uncle Ventje? (Ho sentito che Uncle Ventje era un insegnante duro).

PDT: Di storie dei miei Zii, ne ho molte, soprattutto di mio zio Uncle Ventje  che era un combattente feroce, tale che volle mettere alla prova Mas Jud (il suo insegnante) più volte.

Uncle Ventje fu anche allenato da Mas Rhun, e quando dopo Mas Rhun tornò da Mas Jud vollè metterlo alla prova. Ora la storia è, che c’era una sedia in rattan nel salotto di Mas Jud e mio zio Uncle Ventje finì con lo sfondare quella sedia con la testa, rimanendovi incastrato, che lo stesso Mas Jud dovette aiutarlo a liberarsi. Mio zio Uncle Ventje era davvero molto temerario. Questa è solo una storia, ma ce ne sarebbero troppe da raccontare. Entrambi i miei zii de Vries erano unici nel loro genere che non si vedono più come insegnanti così.

MAI: Quando hai iniziato ad insegnare Silat apertamente negli Stati Uniti?

PDT: Ho iniziato a insegnare a Pasadena, nel 1964. Non mi sentii all’epoca ancora abbastanza qualificato per condividere ciò con le persone. Quindi era un allenamento close-door (porte-chiuse), i miei primi studenti furono Lesley Hooper in Texas, e Martin Beijer, Bill Carls, c’erano circa sette in totale. Alcuni sono passati a miglior vita oggi.

Nel 1971 visitai mio zio, Uncle John de Vries in Olanda, che era malato. Mi disse in quel momento “tu non sei cambiato; ti darò dieci cose”. Pensai che stesse andando a darmi queste dieci cose, non capii che il significato era che esse me le aveva già date; erano gli elementi del Serak. Fu solamente dopo la sua morte, che realizzai cosa egli intendeva e che lui mi aveva già trasmesso queste dieci chiavi, a me. Fu John de Vries che mi ha reso l’insegnante che sono oggi e non potrò mai ripagarlo per tutto ciò che mi ha dato.

Nel 1972 John de Vries passò a miglior vita, e volendo mantenere la sua eredità viva ci allenavamo “porte-chiuse”, come gli promisi che non avrei mai insegnato apertamente.

MAI: Cosa sono i Jurus?

PDT: I Jurus sono l’alfabeto dell’Arte, ad esempio un pugno in un Jurus è come se fosse la “A” ed una gomitata può essere una “B” e così via. Non si può combattere con una forma di Jurus, ma con ciò che lo compone, quando avrai raggiunto la sua comprensione.

MAI: Cosa pensi quando devi allenare i Jurus?

PDT: È necessario concentrarsi quando si esegue un Jurus ed imparare dai suoi movimenti, ogni risposta è nel Jurus, per questo io sto ancora studiando una sola Arte, e una sola vita non basta per ottenere la piena comprensione di quest’Arte.

MAI: Quanto spesso uno studente dovrebbe allenare i Jurus?

PDT: Tanto quanto uno studente deve studiarli, ebbene io spero che tu puoi allenarli più spesso possibile, perché non è quanto sai ma quanto hai compreso di esso. Alcuni studenti capiscono dopo un po’ di tempo, con alcuni ci vuole molto tempo, mentre altri ancora non capiranno mai del tutto essi.

MAI: Cosa sono i Langkas ed è importante se tu apprendi prima i Jurus e poi i movimenti con i piedi?

PDT: I Langkas sono altrettanto importanti come i Jurus e ciascuno di essi crea il suo alfabeto. Chiamateli “il modo di camminare” e se vedete quella piattaforma che usiamo per terra è solo una piattaforma morta, non vi mostrerà nulla. Anche in questo caso bisogna comprendere prima il vostro footwork verso la posizione dell’avversario.

Quando comprendi ciò, allora non c’è più nessuna piattaforma, non c’è più Langka Tiga, Langka Ampat, e così via, tutto diventa uno.

MAI: Ogni insegnante di Serak o Bukti Negara ha il suo proprio sapore quando insegna l’Arte?

PDT: Sì, ogni insegnante insegna tramite la propria mentalità e comprensione, ma anche grazie al livello di comprensione dei suoi allievi. Come si può spiegare le intuizioni più profonde dell’Arte quando non c’è ancora abbastanza comprensione? Quindi non è l’insegnante che definisce gli insegnamenti, ma gli stessi studenti. Tutto dipende da quanto e quante volte si allenano questi studenti.

MAI: Viviamo in una società dei consumi, dove la maggior parte delle persone desiderano scorciatoie per ottenere tutto e subito, tu vedi un Valore nell’apprendimento di una sola Arte e dopotutto in un modo più tradizionale (alla vecchia maniera)?

PDT: Non ci sono scorciatoie nella tecnica, se volessi insegnare nel vecchio modo non ci sarebbero molti studenti, perché troppo noioso, il tempo in cui viviamo oggi è diverso poi da allora. Dobbiamo insegnare in modo diverso ora e dare fiducia allo studente invece che paura. Dobbiamo usare con abilità la comunicazione, competenze di filosofia e altro. Quindi questo è un altro motivo per cui ho creato il Bukti Negara, con esso ho la possibilità d’insegnare in un modo più socievole e dare alle persone la possibilità di assaporare l’Arte.

MAI: Che cosa ne pensa delle moderne arti di combattimento come MMA/combattimenti nella gabbia?

PDT: Tutte le Arti sono buone, non è l’Arte che è buona o cattiva, è il praticante che lo è. Se tu ti alleni cinque giorni alla settimana nelle MMA e un’altra persona si allena una volta al mese di Bukti Negara, per esempio, è l’Arte che è meglio di un altra?

MAI: Che consigli puoi dare  ad uno studente principiante alle prime armi nel campo delle Arti, avete eventuali suggerimenti di allenamento per lo studente di Silat, le cose che vorresti aver capito o che te le avessero dette prima?

PDT: Il mio modo è quello di dare agli studenti che iniziano la fiducia e il mio consiglio per un principiante sarebbe “impara al meglio delle tue capacità”. Dai fiducia al tuo insegnante come il tuo insegnante si fida di te.

E ricorda che un’insegnante non è più importante di uno studente.

MAI: Come vede il processo dell’arte nei prossimi anni, vorrebbe vedere il Bukti Negara emergere e che il Serak rimanga dietro di esso come un Sistema a “porte-chiuse”?

PDT: Il mio desiderio è che il Bukti Negara quando non ci sarò più, sarà trasmesso alle generazioni future, se questo è possibile, e con l’aiuto di Dio. Anche il mio attuale PDT Board of Directors (Consiglio di Amministrazione) del  Butki Negara e Serak si prenderà cura di ciò che gli ho chiesto di fare anche dopo la mia morte.

È mio desiderio che il Pukulan Pentjak Silat Bukti Negara venga insegnato al pubblico e il PDT Board of Directors continuino a promulgare il curriculum tecnico.

Il Serak, in altro modo, sarà sempre un sistema a “porte-chiuse”, come ho promesso a mio zio Uncle John e lui stesso promise al suo insegnante Mas Jud.

Ogni insegnante o Uncle nella nostrafamiglia di Serak fece questa promessa e noi dobbiamo onorare questa cosa. So che molti ex studenti hanno rotto questa promessa, ho sempre chiesto loro di mantenere per pochi il Serak e d’insegnare il Bukti Negara al pubblico. Essi sono responsabili per le loro proprie azioni e non c’è nulla che io possa fare, mi rende solo triste che hanno rotto la promessa che feci a mio zio Uncle John.

MAI: Grazie per l’intervista Uncle Paul, vi auguro ogni successo con voi nel vostro imminente tour europeo per promuovere il Bukti Negara.

PDT: Sei sempre il benvenuto.


Vorrei ringraziare Walter van den Broeke e Lee Wilson per avermi aiutato per organizzare questa intervista.

Liberamente tratta e tradotta dal sottoscritto da:

Richard Killick’s CQB blog, dealing with our “off road” martial arts system: A conversation with Paul de Thouars

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