Lifestyle

QUANDO I BAMBINI INSEGNANO, CHE CAMPIONI SI DIVENTA

15DF1C2F-5373-4A70-A827-7D1299BB8F23

Il weekend scorso mio nipote ha partecipato alla sua prima gara di Climbing. Ed ancora una volta, “dall’alto” dei suoi soli 10 anni di eta’, mi ha saputo insegnare qualcosa.

Ha eseguito un “blocco”, un percorso di Climbing, ben 29 volte (ventinove!!!), fallendo. La cosa però  particolare, che fece notare il giudice stesso che visionava la gara, era la prima volta che vedeva un bambino sbagliare cosi tante volte lo stesso percorso, fallire, cadere, ma poi finalmente motivarsi a farlo ancora una volta (la 30esima…) e riuscirci, e completare il percorso. Riccardo è riuscito a sorprendere Me, che lo conosco da quando è nato, ancora una volta.

Lo stesso giudice disse anche che molti bambini si arrendono prima, e questa cosa l’aveva davvero colpito. Ma probabilmente “i grandi”, se mi fermo a pensare, si arrendono nella vita molto prima dei bambini…

Mio nipote diede una dimostrazione nuda e pura di Resilienza, capacita’ che ricerchiamo nell’Arte Marziale, che da un senso alla fatica e al dolore, e la felicita’ spesso passa anche attraverso questo. Ho sempre sperato che per Riccardo, così come avvenne con me,  lo studio sin da piccolo di un’Arte Marziale serva ad affrontare non solo la giovinezza, con i suoi pregi e problemi, ma l’intero percorso, che è la vita.

Pensando a questo, “da grandi”, alla possibilità di sbagliare, è anche vero che Noi avanziamo nella vita, sbagliando tante volte, facendo a volte tesoro degli errori, facendo esperienza, e alle volte invece imparando ben poco dalle nostre azioni.

Ma la domanda “amletica” che mi si pone ora è, si nasce o si diventa?

Cioè si nasce con un bagaglio genetico da Campione, o con la stoffa per il Successo nella vita, oppure come cita il Panta Rei di Eraclito, “tutto scorre, tutto si trasforma”, e cadendo anche ogni volta in un fallimento, non siamo mai li stessi, ma siamo sempre un po già diversi, come se il fallimento farà sempre parte del nostro bagaglio.

Prendo esempio da Micheal Jordan, fuoriclasse del Basket, che disse: “Ho sbagliato più di 9000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte, mi hanno dato la fiducia per fare il tiro vincente dell’ultimo secondo e ho sbagliato. Ho fallito più e più e più volte nella mia vita. È per questo che ho avuto successo.”

Una cosa è certa, ogni volta che sbagliava, Jordan ripeteva quel tiro altre 100 volte, e 100 altre volte. Ed poi 100 volte ancora.

Bisogna praticare quindi, e se si vuole cambiare bisogna ripetere, ripetere, ripetere. Cosicché le proprie convinzioni diventino la chiave della propria felicita’, e non della sofferenza. Ma ciò dipende solo Noi.

È vero, Noi siamo quello che facciamo, ma ancora di più, quello che facciamo ripetutamente.

Se noi vogliamo cambiare, e pensiamo magari di non avere quella dotazione genetica, il cambiamento può avvenire attraverso le ripetute, come se quel quel filo sottile che ci lega all’azione e al gesto (metaforicamente il collegamento neurale tra le sinapsi), quel filo diventa un cavo d’acciaio, ecco come dobbiamo applicarci nella vita e cercare di migliorarci, uscendo dalla nostra zona di comfort.

Uscendo dalla zona di comfort, cambiando la vita, svegliando il genio che è in se, nel profondo ci sono forze che non si ha mai sognato di possedere, forze che si espandono se risvegliate e messe in azione, ciò che si sarà domani, inizia con le scelte di oggi.

I fallimenti, così come le proprie esperienze, i pensieri e le emozioni saranno combustibile della Volontà dell’Uomo che sbaglia, che cade, che inciampa, ma che trova sempre la forza di rialzarsi, di compiere il suo dovere, e raggiungere l’obiettivo che si è prefissato.

La volontà va allenata come se fosse un muscolo, va coltivata costantemente. Io non avevo nessun talento particolare, ma mi sono battuto per cambiare il mio destino. Mi sono impegnato ed allenato il triplo di chiunque altro, fino a fingere di averlo il talento, che tutti gli altri hanno sempre pensato che io l’avessi per davvero. E così ho imparato a condurre la mia vita come volevo. Ero timoroso e sono diventato temerario. Tutto è possibile, niente è fissato per sempre.

Ma prima di tutto, sta proprio nell’accettare il fallimento come parte della vita e non fuggire da esso che s’impara a vincere.

Perché gli ostacoli fanno bene alla Vita, poiché si vedono le cose da un’altro punto di vista!

Grazie Riccardo, mio piccolo Grande Maestro.

Nessun commento

Lascia un commento