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Lentamente, Attentamente, Completamente

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In una società frenetica e super-veloce, la scelta della lentezza è un gesto che ha un che di rivoluzionario, un’arma new age (ma da millenni perpetrata nelle filosofie orientali, del buddismo e dello yoga) contro lo stress totalmente naturale. Dal mondo della ristorazione con la cucina slow food, alle persone che scelgono di passare il proprio tempo libero in campagna e in montagna, per ritrovare il silenzio, la natura e tutta la sua lentezza.

La lentezza può diventare un valore, se messa accanto alla realtà. Ovviamente non la lentezza intesa come quella di stare in coda in auto, ma se la lentezza diviene una scelta, diventa un valore. Il vivere lento è un cercare di sottrarsi, per quanto possibile, allo stress che la società contemporanea ci impone.

Non vediamo la bellezza neanche nelle piccole cose, nelle cose di tutti i giorni che non sono scontate nella vita, che ci fanno sentire appartenenti a qualcosa di più grande, che magari nel piccolo gesto di una persona che ci e’ affianco ci regala il fascino della quotidianità.

Se un quadratino di cioccolato fondente lo s’ingoia in un secondo, il sapore ci scivolerà in gola. Per degustarlo nel migliore dei modi lo si deve assaporare, lentamente, lasciare che si sciolga lentamente nella bocca, che arrivi ai sensi. La stessa cosa vale per la conoscenza; purché sia tale, serve che le cose penetrino lentamente nel pensiero, nel tessuto delle cognizioni, che riescano a farsi esse stesse espressioni di un’esistenza.

La conoscenza cosi’ al servizio della lentezza, per poterla assaporare come potere che aggiunga “tacche alla nostra batteria”. Ma oggi s’ingoia tutto senza assaporare, tutto quello che ci capita col modus “fast food”, si acquisisce un’informazione e forse la si disperde con la stessa velocità. Senza sedimentarla con quello che già ci appartenga, in rapporto con quello che già conosciamo, come anticipo di quello che non sappiamo ancora e che potremo sapere.

Nell’Arte Marziale, per sviluppare una forma e una tecnica adeguata, devi concentrarti sulla lentezza del gesto, dapprima e sul corretto funzionamento di ogni passaggio. Concentrarsi sulla corretta meccanica del corpo, abbattendo i difetti e analizzando veramente ogni movimento che si sta sviluppando. Concentrarsi intensamente su come farlo correttamente dev’essere abitudine. Man mano che si sviluppa la capacità di eseguire la tecnica funzionalmente corretta, si può aumentare l’intensità (velocità). Tuttavia, se s’inizia a sacrificare la forma per la velocità e si cerca di colpire subito forte, significa farlo con imprecisione e senza comprendere davvero come e cosa si sta facendo. Una conoscenza superficiale pericolosa quanto la pura ignoranza.

Con la lentezza cercata si acquisiscono le corrette biomeccaniche, che sono la via più breve per arrivare allo scopo. Lento vuol dire preciso, preciso vuol dire veloce. Il più grande paradosso.

Solo perché si sta andando subito veloci non significa che si stia migliorando. La verità è che andando così duro e concentrandosi sull’essere così fisici si potrebbe creare più velocemente cattive abitudini e cattive tecniche e rendere più difficile migliorare in seguito.

La lentezza cercata non e’ un ostacolo ai nostri obiettivi, ma piuttosto il modo più preciso e corretto di fare le cose.

“Roma non fu costruita in un giorno” c’insegna che le cose di maggior valore come idee, relazioni, o progetti di lavoro, hanno bisogno di tempo e dedizione.

In qualsiasi ambito, devi sviluppare i tuoi strumenti in modo progressivo, concentrandoti a correggerli per primi. Fare qualcosa di sbagliato a tutta velocità con tutta la potenza che si può sicuramente svilupperà la tecnica sbagliata più velocemente di qualsiasi altra cosa.

Quando ad esempio vedo gli studenti che vanno troppo forte o troppo velocemente, allenandosi in maniera convulsa e sincopata, gli faccio notare un paio di errori nei gesti, ritrovo sempre quello sguardo sorpreso, come se non comprendessero come sia stato possibile fare degli errori cosi’ vistosi e grossolani. Ma e’ stata proprio l’intensità di andare veloci che sviluppa scarsa tecnica più velocemente di qualsiasi altro modo.  L’intensità, sebbene molto importante nella pratica marziale, deve anche essere addomesticata, temperata e addestrata.

C’è un tempo per te per spingere il tuo corpo più duro nel tentativo di aumentare la forza, la resistenza e la forza mentale e fisica. Tuttavia, è necessario dedicare molto più tempo alla costruzione, allo sviluppo della precisione e al Timing corretto. Solo con l’aumentare delle tue capacità tecniche, si potrà aumentare la velocità e potenza d’azione.

La pratica cosi’ rende perfetti, ma soltanto dopo aver interiorizzato la tecnica e tutti i suoi presupposti correttamente. Ciò richiede tempo, costanza e “lentezza cercata” per apprezzare i singoli momenti dell’azione.

Cosi’ come nella vita, non nascondere i problemi nella velocità.

Prendiamoci il tempo per fare le cose come si deve, col tempo che ci vuole e l’attenzione necessaria.

La lentezza è l’unica strada possibile per imparare ad assaporare il viaggio, qualsiasi esso sia, immergersi nelle cose quotidiane e lasciare che ci segnino. La vita scorre già abbastanza velocemente, non c’è tempo per non prendersi -con calma- del tempo per se stessi.

 

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