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LE NOTE DELL’ARTE

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Perché a volte le parole non bastano, comprensione, intuizione, emozione…quando due mondi lontani riescono a toccarsi.

Questo fenomeno è abbastanza raro.

Due diversi pianeti. Due Arti che sono lontane anni luce. Questi due pianeti sono certamente rocciosi, ma anche riscaldati dall’estrema vicinanza della loro stella, dalla loro ardente passione.

Ringrazio Philmarie Muguerza per avermi dato l’opportunità, sotto un cielo stellato di fine estate, di condividere con lui alcune delle cose di cui sono più fiero, l’Arte del Pukulan Pentjak Silat Bukti Negara.

 

Capita a volte di riconoscere in esperienze apparentemente molto diverse gli stessi principi che sono alla radice della nostra Pratica. In particolare quel riconoscere d’istinto i veri artisti e i praticanti veri, appassionati e quando ci si incontra ci si riconosce immediatamente, che sembra di conoscersi da sempre scoprendosi fratelli….

Io sono la prima persona che cerca, attraverso la pratica, riscontri con la vita quotidiana.

Sia per quanto riguarda l’attitudine necessaria nelle diverse situazioni, che per mezzo della biomeccanica, dove ricerco sempre la spiegazione di certi dovuti movimenti, quanto più naturali possibili.

Quando si raggiungono le profondità dell’Arte come diceva Musashi (e con profondità non parlo naturalmente solo di tecnica… ma soprattutto dello spirito) si arriva a comprendere qualsiasi Arte perchè alla fine le leggi che regolano l’armonia del mondo e di conseguenza dell’uomo, sono le stesse.

Una cosa degna di nota di Philmarie, era la sua concezione che, anche non essendo un praticante, lui ha sempre considerato l’Arte Marziale come l’ultimo baluardo dell’Educazione. Questo perché ritiene che e’ forse l’unico ambiente dove la Disciplina e’ un modo d’essere, mentre oggigiorno l’esser gentili ed educati, e’ visto come un modo necessario e forzato per “fregare il prossimo”.

Ma il ricordo più vivido di quella sera, e’ la percezione di due persone che parlano, ma che più altro “si ascoltano”, nella visione che la Musica e l’Arte Marziale condividono la stessa meta, ovvero il raggiungimento del proprio Essere più vero. E su questo mi spiego meglio.

La mia sorpresa più grande e’ stata quando, solo il giorno dopo, ho scoperto chi avevo davanti, uno dei Compositori più famosi del Belgio, produttore e realizzatore di molte colonne sonore cinematografiche, che mi chiedeva con gli occhi di un bambino, dettagli sull’Arte Marziale che pratico, in funzione alla respirazione, ma anche sull’atteggiamento, sul sesto senso, ma anche sulla passione e disciplina con cui viene portata una vera Tradizione Marziale.

Potevamo notare così insieme, prendendo esempio di una praticante del Sistema che pratico (che m’invito’ in questa occasione). Ella mostrava gli stessi “sintomi” caratteriali, sia nella pratica, che nella musica. Era un suo limite su cui stava lavorando nella tecnica, ma si trattava della stessa carenza e mancanza, che aveva nella vita vera.

Una persona troppo precipitosa e frettolosa di avere risultati degni di nota, spesso e volentieri risulta avere un fiato più corto, come se volesse risparmiare tempo per arrivare alla meta, mentre non si rende conto che in realtà’ cosi’ facendo non sta facendo altro che perdere lucidità’, e privandosi cosi’ delle energie necessarie per arrivare alla meta, che sia finire un brano musicale con fiato a sufficienza, o vincere un combattimento…;-)

E’ stato “tres sympa”, venire a conoscenza di un modo di dire nell’ambiente musicale, il “Tiger Reflex”, dove si cerca con l’ausilio della visione periferica e dell’udito, di sapere quando e come andare a tempo quando si canta/suona con più musicisti.

E questi fortunati incontri ci fanno crescere offrendoci l’occasione di guardare alla nostra esperienza da altra prospettiva.

Tutto e’ Arte Marziale, Chapeau!

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