History

L’ARTE DEL PDT PUKULAN BUKTI NEGARA

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I veri esperti del Pukulan sono più rari di quanto comunemente si creda, anche in Olanda (dove nel 1945 la comunità Indò si trasferì in massa) figuriamoci in Indonesia. In più, in Occidente si sovrappone la difficoltà di trasmettere delle lezioni in un linguaggio e in una cultura stranieri, fatto salvo che forse nel Pukulan vale tanto mostrare quanto spiegare, osservare che ascoltare. Ma la didattica si è formata in un ambiente, quello famigliare, in cui l’allievo (spesso figlio, nipote o amico stretto) si rapportava all’insegnante secondo modalità ben precise, allenamenti giornalieri di molte ore, sei giorni su sette, oggi difficili da seguire. Vien logico pensare che se si vuol fare il chirurgo bisogna frequentare giornalmente le sale operatorie; se non si fa così, e persiste l’uso di imparare attraverso allenamenti occasionali, bisogna inventarsi metodiche d’insegnamento più adatte ai tempi che corrono, che possiamo definire più adatte alla mentalità di oggi. Il compito è veramente arduo, perché bisogna rinnovare la didattica senza cambiare la materia d’insegnamento, in questo caso la tradizione marziale del Pukulan, che è molto profonda. Non modificare lo stile, come fanno facilmente in molti, ma adattare il modo di insegnarlo. La via più accessibile per cercare di trasmetterlo fu così il Bukti Negara, alla civiltà occidentale che non ha nella sua cultura imparare il Pukulan come gli Indò lo proponevano tradizionalmente.

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Walter van den Broeke

È quanto comprese di dover fare Walter van den Broeke , che trovò finalmente un metodo adatto in seguito all’incontro con Uncle Paul De Thouars, quando lo conobbe intorno al 2009. Uncle Paul introdusse l’Arte del Pukulan Pentjak Silat Bukti Negara a metà degli anni 80, come mezzo per condividere la sua conoscenza di Silat senza rompere la promessa fatta ai suoi insegnanti. Nel suo impegno proficuo di ricerca dell’Arte, Walter riuscì a connettere la sua lunga esperienza con Pak Flohr, susseguentemente con la famiglia De Vries, proprio al lavoro di un loro cugino, Uncle Paul, ritenuto maestro dei maestri (ha avuto direttamente o indirettamente una grande influenza su grandi praticanti a livello globale, come Dan Inosanto, Cass Magda, Stevan Plinck, Burton Richardson, Cliff Stewart e tantissimi altri), proprio perché a conoscenze raffinate abbina una capacità rara di trasmetterle, di spiegare, illustrare e mostrare quella che altrove rimane incompresa. L’Arte del Pukulan dunque trovò la perfetta congiuntura di un insegnante capace e di un allievo perenne (come si ritiene Walter v.d. Broeke) in possesso dell’esperienza necessaria per apprendere con facilità, e della passione per l’Arte che gli dona una capacità di trasmettere ad altri lezioni ottenute con l’allenamento assiduo di decenni.

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Pendekar Paul De Thouars & Walter van den Broeke

Il motivo principale dell’inizio di questo lavoro, che prosegue già da diversi anni, fu proprio questo incontro con Uncle Paul. Grazie a lui hanno preso corpo le intuizioni che erano sorte in Walter v.d. Broeke attraverso la sua esperienza più che trentennale e su cui lavorò in tanti anni di ricerca personale sul Pukulan di origine Indò. Nel momento in cui ci fu l’incontro con Uncle Paul, questa sua ulteriore esperienza consisté, non come una nuova pratica, ma come un consolidamento di quelle conoscenze già apprese, con una comprensione più ampia dell’Arte stessa.

La pratica continua di Walter gli permise di capire in maniera chiara e precisa il grande pregio degli insegnamenti di Pak Flohr, e quelli della famiglia De Vries, là dove la maggior parte delle persone che seguirono i suoi stessi insegnanti esporre i dettagli dell’Arte, non riuscirono a cogliere l’alto valore contenuto in essi, perché non aveva le “chiavi” per decifrarli e comprenderli.

Quando conobbi Walter van den Broeke, mi accorsi immediatamente che negli insegnamenti che egli portava avanti erano contenuti in maniera precisa quelle intuizioni che mi avevano portato anni prima ad abbandonare il Judo e a indirizzarmi verso la Muay Thai, il Kali Eskrima ed il Kravmaga, la Scherma storica e sportiva. La pratica interessante che ha svolto in questi anni è stato l’approccio scientifico che ha cercato di dare a queste tradizioni, senza niente stravolgere, senza niente mutare, ma solo interpretando in chiave attuale gli antichi insegnamenti.
Più che altro nell’espressione della “marzialità” dell’Arte, nella metodica di insegnamento. Perché le Arti Marziali sono tali proprio per la loro interazione con la parte più combattiva del nostro modo di essere, con i suoi aspetti più profondi; concetti che si persero con la cultura dello sport, dell’approccio new age o con la mentalità “take-away” di oggigiorno, questi concetti non possono far emergere quello che devono fare emergere, se non vengono appresi dapprima appieno.

Walter van den Broeke è stato così una mediazione tra noi e la mentalità Tradizionale Indò, il suo valore è inoltre nella sua interfaccia pratica tra la passata generazione dei maestri di Silat dagli anni 70-80, e la generazione seguente; avendo riportato ai nostri “tempi moderni”, con un passaggio aggiuntivo, gli effetti pragmatici della sua pratica.

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Walter van den Broeke, Direttore Tecnico Serak & Bukti Negara PDT Academy, Responsabile Europeo Nominato da Pendekar Paul de Thouars

Egli attuò un’ulteriore traduzione, in maniera più precisa e più adatta a noi. Con un linguaggio scientifico avvantaggiato dai suoi studi, che gli hanno permesso di dare al materiale d’insegnamento di Pak Flohr, un’esposizione più metodica con la pratica presso la famiglia De Vries, e ancor più razionale e scorrevole con le metodiche del Bukti Negara di Uncle Paul. Allo stesso tempo, essendosi pure alimentato, in un certo senso, di cultura e di pratiche indonesiane, è riuscito anche a metterci il cuore, quindi a unire la parte fisica con la parte spirituale. Questa esperienza gli ha permesso di costruire una metodica molto precisa, senza nulla stravolgere, e di portare avanti i Jurus originali, i Pasangan ed i Drills, che sono la base del sistema. Perché attraverso di essi l’Arte del Pukulan è scoprire l’arte del proprio corpo attraverso le Biomeccaniche e le geometrie atte al combattimento.
Considero questo un tratto importante, il non stravolgere il bagaglio trasmesso dagli anziani insegnanti, riuscendo a trasmetterlo agli studenti odierni, ed è quindi in ciò che si può distinguere l’insegnante capace, dal modo in cui riesce a proporre lo stesso argomento fondamentale, che non cambia, a persone diverse.

Una conoscenza ed una comprensione dei dettagli dello Stile, un vero e proprio “Sistema” per trasporre la stessa conoscenza, e la stessa forma mentis. Perché non si tratta solo di spiegare letteralmente i concetti, ma di riportare in maniera fedele i movimenti e meccaniche che gli Indò utilizzavano. Le loro metodiche sono nate in tempi oramai remoti, in una civiltà lontana da noi, sia geograficamente che culturalmente, così per non fargli perdere il suo valore ne è stato rivisto lo strumento di trasmissione, veicolandolo in maniera diversa, senza cambiarne la materia di studio.

Sarà un caso che Pendekar Paul De Thouars, tra tutti i Board Members nominati, scelse (solo) lui, Walter van den Broeke, come Technical Director? Ai posteri, l’ardua sentenza…;-)

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Pendekar Paul De Thouars & Walter van den Broeke firmano ed autenticano il Curriculum Tecnico per l’Arte Unificata, il Bukti Negara e il Serak.

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