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LANGKAH, ALLA RICERCA DEL PASSO PERDUTO…

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Non è un segreto che l’attuale vita quotidiana “da città”, moderna e comoda, abbia preformato degli individui praticamente incapaci di muoversi con naturalezza, soprattutto sulla coordinazione di movimenti che dovrebbero essere quanto di più elementari possibili, come il semplice camminare, ma questa è un’altra storia.

Mentre d’altra parte bisogna ammettere che -in maniera più specifica- molto, troppo spesso l’errore più frequente dei praticanti di Arti Marziali è l’impazienza di colpire con i propri arti (braccia e gambe) tralasciando sul “come” arrivarci a farlo, e quindi dimenticando le basi degli spostamenti fondamentali, il cosiddetto Footwork.

Il Footwork è letteralmente il “lavoro dei piedi”, che magari spesso viene sottovalutato, ma per esempio molti pugili hanno costruito meravigliose vittorie con questa abilità, primo fra tutti il grande Muhammad Ali. Ma cos’è più propriamente questa abilità? Nella Boxe si indica il gioco di gambe come la sua capacità di effettuare spostamenti rapidi, entrare ed uscire dalla guardia avversaria, o per girare intorno al proprio avversario.

Nel PDT Pukulan Pentjak Silat Bukti Negara invece, questi passi (step), vengono chiamati Langkah, e ricoprono una parte fondamentale dello stile, basato su geometrie naturali che guidano il praticante a muoversi verso l’avversario sempre con uno scopo, con il principio base ‘un passo, un colpo’. Ogni colpo è utilizzato per infliggere il maggior danno possibile all’avversario, ma tale percussione, o tecnica, prende spunto ed energia dagli arti inferiori. Le gambe sono infatti muscoli propulsori indispensabili nei spostamenti, come nelle tecniche di calcio (Sepak), nelle spazzate (Sapu e Beset) e nelle risalite in piedi dopo una tecnica di calcio da una posizione a terra.

Questo footwork sofisticato, basato su geometrie, inoltre conferisce al praticante solidità nella struttura di sostegno del corpo e sviluppa una maggiore gamma di energia dovuta alla forza-peso (corporeo), elemento essenziale nel combattimento reale per poter sferrare attacchi sempre più efficaci.

Allenando queste Skills si migliorerà di molto l’approccio al combattimento, perché come abbiamo visto, se il combattimento è una questione di movimento, muovendosi durante il proprio attacco si eviterà di diventare un bersaglio, vanificando inoltre l’attacco altrui.

Per migliorare questa dote tecnica, si può passare dal lavoro “con l’ombra” (con sessioni davanti ad uno specchio), al concentrarsi sulla mobilità ed esplosività delle gambe durante un assalto tecnico con un partner d’allenamento. Bene, se si aggiunge a tutto questo il lavoro specifico di PDT Functional Training e coi Pads Work (passate ai colpitori pads, combinazioni al sacco etc..), ottenendo potenza ma soprattutto più precisione tecnica, si sarà in grado di esprimere un’ottima serie di percussioni efficaci ad ogni passo.

Il consiglio di base è dunque quello di insistere sulla pratica di base dei Langkah (footwork) certi che nella costanza, un’ottima padronanza di questo “fondamentale” farà migliorare sensibilmente anche tutte le  caratteristiche di combattente che già si possiede.

Alla fine di ogni lezione, sono solito illustrare un concetto, sviscerandolo, che sia oltre l’insegnamento di una particolare tecnica di pugno o calcio, dove spingo le persone che mi seguono, a prendere un pò più di coscienza su quelle situazioni che si ripercuotono nel ciclo della vita.

step-forward-e1338890548766Mi risulta quindi inevitabile esporre l’analogia con la semplice azione del camminare, magari immaginando insieme una passeggiata a piedi nudi su di una spiaggia, durante la quale ad ogni passo ci si sposta in avanti grazie ad un continuo sbilanciamento del corpo. Infatti per la biomeccanica, quando si cammina non si hanno mai entrambi i piedi ben fissi a terra, stabili contemporaneamente. Ma è proprio ogni passo, con il suo squilibrio, che ne rende possibile uno successivo. E ogni piede poggiato a terra è uno scambio di sensazioni, di pensieri, d’informazioni tratti da quello stesso squilibrio. Ed ogni passo ulteriore avanti diventa esplorazione, indagine, e tra i piedi si crea una sorta di comunicazione, una reciproca ricerca di stabilità, in maniera profonda. Come nella vita, sono proprio le situazioni difficili (di squilibrio), a farci crescere di più, facendoci scoprire chi siamo.

In un’altro esempio, quando inizialmente ci si approccia ad un’Arte Marziale, nel vedersi un pugno arrivare addosso, risulta difficile camminarci verso, ad alcuni addirittura spaventa. Ma dopo ogni passo (Langkah) che “eseguiamo sul Triangolo” ci rendiamo conto di come era più pericoloso rimanere lì fermi, sulla linea di fuoco dell’attacco. E così come ogni passo avanti nella vita, può prevedere dei rischi di cadere, per un istante. Quindi, si perde l’equilibrio per un istante … ma, cosa fare dopo? Fermarsi? O andare avanti?

Fai dell’Arte oltre quel primo passo, quell’istante che ti spinge ad andare avanti.

Leap-of-Faith

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