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GLI ESAMI NON FINISCONO MAI…

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Alcune considerazioni dopo la giornata di esaminazione di ieri.

Se in origine, alle fonti della nostra Arte Marziale, esami e diplomi non esistevano, oggi essi hanno molta importanza perché si avverte invece la necessità di esami impegnativi che non solo richiedono di sudare sul tatami per ore ed ore per il superamento della prova vera e propria, ma anche e soprattutto come motivazione per mantenere un impegno serio e costante nel corso degli anni.

E il più delle volta, si torna a casa marchiati dalle stimmate del fallimento.

Il Pukulan non è cambiato, il suo modo di essere appreso invece si è molto trasformato nel tempo, è in realtà in continuo divenire, e chi pratica da diversi anni, spero lo ha già sicuramente potuto apprezzare di persona. Ancor più del trascorrere del tempo, lo hanno però probabilmente cambiato proprio i praticanti.

Quindi la colpa è solamente di Loro…????

Non essendo più il Pukulan da alcuni anni un sistema di combattimento per pochi, una sorta di élite, ma aperta a tutti, in tutto il mondo, e praticata da centinaia di persone, la didattica si è trasformata, evoluta. Ma si è trasformata ed evoluta anche e soprattutto la mentalità con cui si pratica il Pukulan.

E su questo, dopo la giornata di oggi, sarete d’accordo con me, immagino.

L’esame è, molto più di quello che si possa pensare, un insostituibile punto di riferimento per lo studente, attraverso di esso ha modo di verificare se sta procedendo correttamente sulla via o se deve ritornare sui propri passi, prima di potere andare avanti.

L’esaminatore che invece priva lo studente di questa verifica e lo promuove per un senso di magnanimità anche in presenza di lacune, insufficienze, lo sta in realtà privando in un necessario punto d’orientamento, di migliorare i suoi punti deboli.

Spesso non basta spiegare che il grado tecnico non ha molta importanza perché il Pukulan “non si può comprare”, se non con allenamento, sudore, sacrificio…ed esami.

Il Pukulan va nutrito e curato quotidianamente, solo così ci fornirà in cambio qualcosa, che ci accompagnerà per tutta la vita.

“Otto sono felicissimo di aver fatto quest’ esame!!! Mi ha cambiato prospettiva!!???????? Al prossimo giro non falliro’.. anzi voglio arrivare più in alto possibile..
io, per quello che mi riguarda, mi sento rinato.”

Questo messaggio l’ho ricevuto stasera, da uno di Voi, che NON ha superato l’esame MURID. Spero veramente, che tutti quanti prendano questa esperienza con la sua prospettiva e considerazione.

Perché questa è l’unica cosa che conta.

Man mano che si sale ovviamente l’esame diventa anche più duro, non perché‚ qualcuno voglia renderlo tale, ma perché la via, è affascinante perché sarà, sempre più impegnativa.

Identificate con chirurgica precisione i vostri punti deboli e lavorate su quelli, obbligandovi – ma forse dovrei dire spronandovi – a convertirli in punti di forza.

Per SuperarVi, in CHI eravate ieri. ????????⚡️????????

Ottavio

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